Sommario
L’email marketing sta vivendo una trasformazione radicale. I nostri interlocutori non sono più (solo) esseri umani, ma agenti intelligenti che leggono, filtrano, sintetizzano e decidono quali contenuti mostrare. In questo articolo esploriamo come cambiano le regole del gioco: cosa significa scrivere per le AI, come strutturare tecnicamente le email, e quali strategie adottare per non perdere rilevanza nell’era delle interazioni "agent-to-agent".
Introduzione
Per anni l’email marketing è stato il regno della comunicazione diretta tra brand e persona. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale integrata nei client di posta, questo paradigma è superato: a leggere i nostri messaggi sono ora algoritmi capaci di decidere se e come mostrarli al destinatario umano. Cambiano le metriche, cambiano le tecniche, cambia il modo stesso di concepire la relazione con il cliente.
Turatti Consulting osserva questo cambiamento da una posizione privilegiata, aiutando le aziende a traghettare la propria comunicazione verso una nuova era. Quella delle interazioni tra agenti intelligenti.
Le nuove regole dell’ingaggio
In questo nuovo contesto, scrivere un’email non significa più solo persuadere un essere umano, ma anche convincere un algoritmo. Le metriche tradizionali (open rate, CTR) lasciano spazio a indicatori più sofisticati, legati alla capacità del messaggio di generare azioni concrete o attivare flussi automatizzati.
Per questo, occorre ripensare completamente approccio e struttura delle comunicazioni:
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Messaggio chiave subito in evidenza: le AI prediligono testi diretti, sintetici, con l’informazione più importante all’inizio.
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Coerenza tra oggetto, preheader e corpo: ogni parte dell’email deve rafforzare la narrazione complessiva.
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Linguaggio concreto e outcome-oriented: azioni, benefici, tempi. L’AI cerca segnali chiari su cosa fare e perché.
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Contenuti segmentati e ben strutturati: heading, paragrafi brevi, bullet point. La forma è sostanza per chi sintetizza.
Ottimizzare per le macchine, senza perdere l’umanità
Non basta curare il copy. Serve progettare la struttura tecnica dell’email affinché sia interpretabile dai sistemi automatici:
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HTML semantico: titoli, paragrafi, alt text coerenti con la gerarchia informativa.
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Metadati corretti e trasparenti: intestazioni standard, campo "From" chiaro, header "List-Unsubscribe".
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Schema Markup: dati strutturati per offerte, eventi, ordini. Gmail, ad esempio, li usa per generare card visive automatiche.
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AMP for Email: contenuti interattivi direttamente nella mail. Un modo per attivare azioni senza uscire dall’inbox.
Verso una nuova cultura della comunicazione
Per chi, come Turatti Consulting, accompagna le aziende nella trasformazione digitale, questo cambiamento non è solo tecnico: è una rivoluzione culturale. Serve formare i team, aggiornare i flussi, introdurre nuove metriche. Bisogna integrare consapevolmente l’AI nella customer journey, dalla scrittura dei messaggi alla loro interpretazione automatica.
Il futuro dell’email marketing sarà dominato da chi saprà progettare messaggi “sia per le persone che per le macchine”. La posta elettronica non è più solo narrativa: è una leva strategica per attivare sistemi intelligenti, generare azioni e orchestrare relazioni.
Chi continuerà a scrivere solo per gli esseri umani, rischia di non essere nemmeno più letto.
FAQ
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Quali piattaforme email usano AI per filtrare i contenuti?
Gmail, Apple Mail, Outlook e Yahoo stanno integrando AI per generare sintesi, classificare le email e determinare la priorità di visualizzazione.
- Le email agent-to-agent sono già operative nelle aziende?
Sì, alcune realtà digitalmente mature stanno già implementando flussi automatizzati (fonte: TrustInsights.ai, gennaio 2026). - Quali metriche devono essere monitorate?
Su tutte: azioni completate, ticket chiusi, risposte automatiche inviate. -
Devo cambiare la mia strategia di email marketing?
Sì. Le tecniche tradizionali non bastano più. Serve una nuova strategia orientata sia al destinatario umano che agli algoritmi intermediari.
- Gli agenti AI eliminano del tutto l’intervento umano?
No, il supervisore umano resta fondamentale in casi critici o per escalation particolari. - Come faccio a sapere se la mia email viene interpretata correttamente da un'AI?
Puoi usare strumenti di anteprima AI come Litmus o Email on Acid per simulare la sintesi automatica di Apple o Gmail e adattare di conseguenza struttura e contenuto. - Come si può iniziare una transizione agent-to-agent?
Gradualmente, integrando agenti su processi ripetitivi e monitorando i risultati con dashboard dedicate.
Conclusione: l'email è ancora viva, ma parla una lingua nuova
Per chi, come Turatti Consulting, accompagna le aziende nella trasformazione digitale, questo cambiamento non è solo tecnico: è una rivoluzione culturale. Serve formare i team, aggiornare i flussi, introdurre nuove metriche. Bisogna integrare consapevolmente l’AI nella customer journey, dalla scrittura dei messaggi alla loro interpretazione automatica.
Il futuro dell’email marketing sarà dominato da chi saprà progettare messaggi “sia per le persone che per le macchine”. La posta elettronica non è più solo narrativa: è una leva strategica per attivare sistemi intelligenti, generare azioni e orchestrare relazioni.
Chi continuerà a scrivere solo per gli esseri umani, rischia di non essere nemmeno più letto.
Risorse
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MarTech (2026) - Email marketing is becoming an agent-to-agent system
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PR Daily (2025) - AI email summaries are rewriting your message
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Litmus Blog (2024) - AI Summaries in Email: What You Need To Know
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Google Developers - Email Markup Documentation
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AMP Project - AMP for Email

