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Run Agent nei Workflows: orchestrare agenti AI e trasformare l’automazione in operatività reale
Davide Turatti5-gen-2026 11.02.104 min read

Run Agent nei Workflows: orchestrare agenti AI e trasformare l’automazione in operatività reale

Run Agent nei Workflows: orchestrare agenti AI e trasformare l’automazione in operatività reale
6:15

Negli ultimi anni l’automazione in CRM e marketing ha fatto grandi passi avanti. Ma nella maggior parte dei casi parliamo ancora di workflow che eseguono azioni ripetitive su dati già presenti: spostano proprietà, inviano email, creano task, assegnano record.

L’introduzione della nuova azione Run agent nei workflow (attualmente in alpha) apre invece una possibilità diversa: integrare agenti AI dentro i processi, in modo che un workflow non si limiti a eseguire passaggi, ma possa generare nuove informazioni e usarle per attivare decisioni operative.

In pratica: l’agente diventa un “collaboratore” che lavora dentro l’automazione, e il workflow diventa un sistema di orchestrazione.

Cos’è “Run Agent” (e cosa abilita)

Run agent action è un’azione che puoi aggiungere in un workflow per:

  • selezionare un agente (di ricerca, di triage, di sintesi, ecc.)

  • passargli input (testi, URL, dati del record, proprietà CRM…)

  • ricevere output strutturati

  • usare questi output per:

    • aggiornare record CRM

    • attivare branch condizionali

    • creare task o ticket

    • inviare notifiche o assegnazioni

La differenza chiave rispetto ai workflow tradizionali è che qui non lavori solo su “dati già noti”, ma puoi far produrre all’agente nuovi dati utili al processo.

Action outputs: l’ingrediente che cambia tutto

Quando configuri Run agent puoi definire gli action outputs, ovvero variabili temporanee dove il workflow salva ciò che l’agente restituisce.

Esempi tipici di output:

  • categoria (lead / ticket)

  • priorità (alto / medio / basso)

  • sintesi (1–2 righe)

  • punteggio (0–100)

  • rischio (stallo / churn / escalation)

  • next step suggerito

Questi output sono “temporanei”: vivono solo nell’esecuzione del workflow.
Se vuoi che diventino dati del CRM, devi inserirli in un’azione successiva come Edit record.

Questo ti consente di distinguere tra:

  • output che diventano dato ufficiale (proprietà CRM)

  • output che rimangono supporto operativo (note, task, riassunti)

Un caso d’uso ad alto impatto: triage automatico dei ticket

Uno degli scenari più immediati è nel Customer Service.

Problema
I ticket arrivano spesso disordinati: descrizioni confuse, urgenza non indicata, assegnazioni manuali. Risultato: SLA instabili e spreco di tempo.

Cosa fa l’agente
Un “Support triage agent” può:

  • classificare la categoria (bug, accesso, fatturazione, richiesta info…)

  • stimare l’urgenza (Critical / High / Medium / Low)

  • produrre una sintesi utile

  • indicare se mancano informazioni chiave (e quali)

Come diventa workflow

  1. Trigger: nuovo ticket

  2. Run agent: analisi del contenuto

  3. Output: categoria, urgenza, sintesi, missing info

  4. Edit record: salva categoria e urgenza sul ticket

  5. Branch:

    • Critical → assegnazione immediata + notifica

    • High → routing team tecnico

    • Medium/Low → coda standard

  6. Se mancano info → invio email automatica con richiesta dati

Risultato
Non stai “automatizzando un passaggio”: stai automatizzando una parte del lavoro che prima richiedeva giudizio umano.

Altri esempi (per Sales e Marketing Ops)

Per capire la portata, ecco altri scenari tipici:

  • Lead enrichment e scoring: l’agente arricchisce il lead, stima settore e dimensione, assegna uno score e attiva routing sales diverso.

  • Post-call automation: sintesi della call, estrazione next step e aggiornamento automatico del CRM + task follow-up.

  • Deal hygiene: revisione settimanale dei deal fermi, stima rischio stallo e creazione task mirati.

  • Content QA: checklist automatica per landing/email (CTA, tono, claim, rischi) con task se non conforme.

Come partire 

Se vuoi introdurre questa funzione in modo concreto:

  1. Parti da un processo ad alto impatto (ticket triage, lead scoring, post-call)

  2. Definisci 3–4 output core (non 15)

  3. Salva nel CRM solo ciò che serve davvero per decisioni e reporting

  4. Mantieni branch semplici (alto/medio/basso) e iterali nel tempo

  5. Misura l’impatto: SLA, tempo risparmiato, conversion rate, qualità pipeline

Conclusione

La vera novità di Run agent nei Workflows è che l’automazione non esegue soltanto: produce output, li rende persistenti nel CRM e li usa per attivare azioni operative.

È un passaggio da “workflow come regole” a “workflow come processo” e quando i processi diventano più consistenti e veloci, anche la crescita diventa più governabile.

FAQ

Run agent salva i dati nel CRM automaticamente?
No. L’agente produce output temporanei (action outputs). Per salvare i dati sul record serve un’azione come “Edit record”.

Che tipo di output posso ottenere?
Dipende dall’agente. In generale: valori strutturati (categoria, punteggio, priorità, sintesi, raccomandazioni) che puoi poi usare in azioni e branch del workflow.

Posso usare più agenti nello stesso workflow?
Sì: puoi concatenare agenti diversi e far usare i rispettivi output in step successivi.

È adatto a processi sensibili (compliance, legale, escalation)?
Sì, ma con governance: in processi ad alto rischio è consigliabile mantenere un controllo umano o step di verifica prima di azioni irreversibili.

È già pronto per produzione?
Essendo in alpha, è realistico aspettarsi cambiamenti e limiti. Consigliamo di partire con un progetto pilota su un processo ben definito.

Consiglio operativo: governance degli output

Se introduci Run agent nei workflow, definisci subito una governance minima per evitare “rumore” nel CRM:

  • Separa proprietà “stabili” da proprietà “operative”
    Es: “Industry” e “Company size” sono dati stabili. “AI score” o “Deal risk” sono dati dinamici e vanno trattati come tali.

  • Usa naming chiaro per le proprietà AI
    Prefisso consigliato: AI - oppure Agent - (es. AI - Ticket Urgency, Agent - Deal Risk)
    Ti aiuta a riconoscerle e a gestire reporting/filtri.

  • Salva nel CRM solo output utili e misurabili
    Se un output non serve per decisioni, segmentazione o reporting, mettilo in task/note e non come proprietà.

  • Controlla i branch con soglie semplici
    Evita logiche troppo complesse all’inizio. Tre livelli sono spesso sufficienti: alto/medio/basso.

  • Prevedi un fallback
    Se l’agente non produce output affidabile o non risponde, il workflow deve avere una strada alternativa (es. assegnazione manuale o task di revisione).

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