HubSpot introduce un nuovo modello di "standard sandbox" che sostituisce le vecchie "legacy sandbox", con sunset definitivo previsto per il 16 marzo 2026.
Per usare la funzione di "deploy to production" è obbligatorio creare e utilizzare una nuova sandbox standard: la funzionalità non è supportata nelle sandbox legacy.
Le sandbox standard:
Per facilitare la transizione, HubSpot aumenta temporaneamente il limite di sandbox: chi ha una legacy sandbox può creare anche una nuova sandbox standard in parallelo, così da migrare con calma integrazioni e flussi.
Per creare una sandbox e distribuire modifiche in produzione servono permessi da Super Admin. Al momento della creazione della sandbox standard:
Vantaggio:
Gli ID di contatti, aziende, deal, ticket e oggetti custom sono diversi tra sandbox e produzione. HubSpot suggerisce di creare una proprietà custom (ad esempio "External record ID") e usare automazioni per copiare in quella proprietà lID di produzione, in modo da poterli usare in sandbox ai fini di test e riconciliazione.
Vantaggi:
È previsto un limite di 100.000 record al giorno per tutte le iscrizioni in workflow, a livello di intero account sandbox. Oltre questa soglia, le iscrizioni extra vengono scartate. HubSpot notifica in account quando il limite è raggiunto e indica quando sarà di nuovo possibile eseguire le sincronizzazioni.
Vantaggi:
Non tutti gli asset vengono copiati automaticamente in sandbox; inoltre, se un certo tipo di asset non è supportato nella copia, anche gli asset che ne dipendono non verranno copiati. Esempio:
Vantaggi:
Le integrazioni presenti in produzione non vengono connesse automaticamente alla sandbox standard. Per ogni integrazione che vuoi usare anche in sandbox, devi effettuare una configurazione dedicata sulla sandbox (in molti casi con apposite credenziali/test environment).
Vantaggi:
Le sandbox standard permettono di testare modifiche a workflow, proprietà, pipeline, template e impostazioni CRM senza toccare dati e utenti reali, così da individuare errori di logica e regressioni prima del rilascio.
Le nuove regole centralizzano la responsabilità su Super Admin e ruoli elevati, separano in modo netto produzione e test e facilitano audit e controlli interni su chi ha creato cosa, quando e in quale ambiente.
Con sandbox standard e funzionalità di deploy, i team possono usare un ambiente condiviso e controllato per sperimentare e validare modifiche prima dell'attivazione in produzione.
HubSpot concede un periodo di sovrapposizione in cui è possibile mantenere la legacy sandbox mentre si crea e configura la nuova sandbox standard, con tempo per migrare manualmente integrazioni, riprodurre solo gli asset utili e rivedere logiche e automazioni obsolete.
Cosa cambia esattamente tra legacy sandbox e nuove sandbox standard HubSpot?
La differenza principale è che le sandbox standard sono progettate per lavorare nativamente con la funzione di “deploy to production”, mentre le legacy no. Le nuove sandbox standard ereditano in modo più strutturato configurazioni e asset supportati dall’account di produzione, consentendo di testare modifiche e poi distribuirle più facilmente in produzione. Le legacy sandbox smetteranno di essere supportate dal 16 marzo 2026, quindi tutti gli account che le utilizzano dovranno migrare alle nuove standard per continuare a lavorare in modo sicuro e allineato con le best practice HubSpot.
Come posso migrare in modo sicuro da una legacy sandbox a una sandbox standard?
La migrazione sicura passa da una checklist ben definita:
Questo approccio riduce il rischio di “tagli netti” e consente di pulire processi obsoleti invece di copiarli acriticamente.
Le integrazioni collegate al mio HubSpot di produzione vengono copiate automaticamente nella sandbox?
No, le integrazioni di produzione non vengono connesse automaticamente alla sandbox standard. Ogni integrazione (ERP, e-commerce, strumenti di advertising, sistemi di pagamento, ecc.) deve essere collegata in modo esplicito anche in sandbox, spesso usando credenziali o ambienti di test. Questo comportamento è intenzionale: HubSpot separa chiaramente ambiente di test e produzione per evitare che test in sandbox impattino sistemi reali e dati sensibili.
Posso usare dati reali dei clienti in sandbox per fare test più accurati?
In teoria è possibile avere una copia parziale dei dati, ma in pratica – per motivi di compliance e sicurezza – è fortemente consigliato lavorare con dataset limitati, pseudonimizzati o sintetici. Le sandbox dovrebbero contenere solo le informazioni strettamente necessarie ai test. Per mantenere il collegamento tra sandbox e produzione, HubSpot suggerisce di usare una proprietà custom (es. “External record ID”) in cui salvare l’ID del record di produzione, così da poter ricostruire i legami senza esporre inutilmente dati personali.
Come capisco se sto superando i limiti operativi della sandbox (es. workflow)?
HubSpot impone un limite giornaliero di 100.000 iscrizioni totali ai workflow per l’intera sandbox. Se lo superi, le iscrizioni aggiuntive vengono scartate. Nel portale vedrai notifiche che ti avvisano quando hai raggiunto il limite e quando potrai tornare a eseguire sincronizzazioni. Per i team marketing, sales ops e IT questo significa che i test devono essere pianificati, evitando import massivi o stress test incontrollati. Una buona pratica è organizzare i test in “finestre temporali” e monitorare attentamente i volumi di iscrizione ai workflow.