Gli AI Shopping Agent stanno cambiando l’acquisto online con una personalizzazione senza precedenti. In questo articolo: analisi funzionale, casi d’uso, raccomandazioni pratiche.
La corsa agli AI Shopping Agent nel 2026 segna una svolta nella digitalizzazione della customer experience online. Le aziende competono per offrire agenti intelligenti in grado di comprendere, selezionare e acquistare prodotti su misura per ogni utente. Il problema principale che queste tecnologie risolvono è la complessità crescente della ricerca tra vasti cataloghi digitali: con centinaia di migliaia di nuove referenze ogni mese, trovare il prodotto giusto è diventato una sfida sia per il consumatore che per i retailer.
La diffusione di piattaforme come Daydream e l’evoluzione di strumenti come Amazon Rufus e OpenAI Checkout dimostrano che l’automazione intelligente sta passando dal “search” al “doing”, affidando all’agente AI il ruolo di intermediario attivo della scelta di acquisto. L’articolo esplora concretamente come funzionano questi sistemi, i benefici tangibili rilevati nel 2025 e le strategie di adozione per decision-maker digitali.
Gli AI Shopping Agent rappresentano la principale novità del retail digitale nel 2026. Queste soluzioni utilizzano l’intelligenza artificiale per analizzare in tempo reale le preferenze degli utenti, suggerire opzioni pertinenti e automatizzare l’acquisto. La funzione centrale è la capacità di individuare, tra milioni di prodotti, esattamente ciò che può soddisfare la richiesta espressa in linguaggio naturale oppure tramite l’upload di una foto.
Daydream, piattaforma AI beta dal giugno 2025 con oltre 50 milioni di dollari di finanziamento (Modern Retail - gennaio 2026), esemplifica la nuova generazione di agenti agentici: l’utente descrive ciò che cerca e riceve proposte personalizzate corredate da motivazioni e alternative. Le aziende come Amazon, OpenAI, Perplexity e Swap hanno investito pesantemente nella stessa direzione: Amazon con l’estensione di Rufus per acquisti automatici sui cali di prezzo; OpenAI con l’integrazione del checkout in ChatGPT; Perplexity offrendo un browser basato su AI che gestisce ricerche e suggerimenti dinamici.
Con una crescita del 30% degli investimenti globali in AI retail nel 2025 (fonte Deloitte Digital, novembre 2025), si stima che almeno il 60% delle transazioni online sarà intermediato da agenti artificiali entro fine 2026. Tali dati evidenziano un trend chiaro: il passaggio dal commercio tradizionale all’acquisto guidato da agenti intelligenti rappresenta una nuova frontiera.
Per le aziende il vantaggio tangibile è la capacità di ridurre il tasso di abbandono nel processo di ricerca, aumentare la conversione e acquisire insight accurati sulle preferenze della clientela in tempo reale.
L’applicazione degli shopping agent AI trova riscontro pratico in diversi contesti. Ad esempio, i retailer digitali strutturati stanno già implementando agenti come Swap per offrire assistenza 24/7 e raccomandazioni dinamiche su volumi di cataloghi in continua espansione. Attraverso l’analisi dei dati, tali agenti migliorano la rilevanza delle proposte e accorciano i tempi di decisione d’acquisto.
Benefit concreti e verificati:
Swap, lanciato a settembre 2025, consente ai retailer di integrare sulle proprie piattaforme agenti virtuali capaci di consigliare, rispondere in automatico a domande frequenti e accompagnare il cliente fino alla selezione/pagamento, riducendo drasticamente la percentuale di “decision fatigue”. La differenza rispetto ai chatbot tradizionali è la capacità di orchestrare l’intero funnel: dalla prima richiesta alla finalizzazione.
Fra i punti di attenzione:
Prima dell’adozione i retailer digitali si basavano su filtri manuali, ricerche estese e assistenza umana one-to-one. Dopo l’introduzione degli agenti AI l’esperienza viene completamente personalizzata, più fluida e immediata, con un notevole abbattimento dei costi di assistenza.